Data center in Lombardia, approvata la legge regionale
27/05/2026
Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la legge che disciplina l’apertura di nuovi data center sul territorio, introducendo regole omogenee per gli insediamenti e criteri orientati alla sostenibilità. Il provvedimento punta a governare la crescita delle infrastrutture digitali, privilegiando l’utilizzo di aree dismesse e processi di rigenerazione urbana per limitare il consumo di suolo.
Regole certe per investimenti e territori
Il progetto di legge era stato approvato dalla Giunta regionale nel novembre 2025, su proposta del presidente Attilio Fontana di concerto con gli assessori Massimo Sertori, Gianluca Comazzi, Giorgio Maione e Guido Guidesi. Con il voto del Consiglio, la Lombardia si dota di una disciplina organica per un settore considerato strategico nella trasformazione digitale.
L’assessore agli Enti locali, Montagna e Risorse energetiche, Massimo Sertori, ha evidenziato come la Lombardia sia già uno dei principali poli europei per l’insediamento dei data center, grazie alla forza del sistema produttivo, alla qualità delle infrastrutture e alla capacità attrattiva del territorio. Finora, però, lo sviluppo del comparto era avvenuto senza un quadro normativo unitario.
La nuova legge mira quindi a offrire procedure più chiare, tempi definiti e un riferimento stabile per gli operatori interessati a investire. Secondo la Regione, governare l’insediamento dei centri dati significa rafforzare la competitività lombarda e contribuire alla sicurezza e alla sovranità digitale europea.
Aree dismesse, energia e compensazioni ambientali
Uno degli assi del provvedimento riguarda la localizzazione degli impianti. La Regione intende privilegiare le aree dismesse, i cosiddetti brownfield, così da contenere il consumo di nuovo suolo e favorire interventi di recupero urbano e produttivo. L’obiettivo è indirizzare lo sviluppo tecnologico verso spazi già compromessi o inutilizzati, trasformandoli in infrastrutture digitali.
La legge introduce anche misure per affrontare alcune criticità tipiche dei data center, a partire dal consumo energetico e dall’impatto sulle reti. Viene incentivato il recupero del calore residuo prodotto dagli impianti, anche attraverso reti di teleriscaldamento e altri usi energetici efficienti. Sono inoltre previste compensazioni ambientali e territoriali a favore dei Comuni coinvolti.
Particolare attenzione viene dedicata alla risorsa idrica. Il testo promuove tecnologie di raffreddamento ad alta efficienza e sistemi capaci di ridurre il ricorso all’acqua potabile, in un settore nel quale la gestione del calore e dei consumi rappresenta un elemento decisivo per la sostenibilità degli impianti.
La Lombardia rivendica un primato nazionale
L’assessore all’Ambiente Giorgio Maione ha definito il provvedimento un risultato rilevante per un’innovazione sostenibile, sottolineando la ricerca di un equilibrio tra crescita tecnologica e tutela ambientale. Per Maione, la Lombardia introduce standard avanzati per accompagnare lo sviluppo infrastrutturale con una visione attenta al territorio.
L’assessore al Territorio Gianluca Comazzi ha ricordato che la Lombardia è la prima regione italiana per numero e capacità dei data center presenti. Un primato che rafforza il ruolo della regione nell’economia digitale, ma che richiede regole chiare per evitare una crescita disordinata e poco compatibile con le esigenze ambientali e urbanistiche.
La Regione sottolinea anche il metodo seguito nella costruzione della norma, basato sul confronto con Anci Lombardia, enti territoriali e operatori del settore. La legge nasce così come strumento di coordinamento tra innovazione, investimenti e tutela del territorio, in una fase in cui l’aumento della domanda digitale rende i data center infrastrutture sempre più centrali per imprese, cittadini e servizi.
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