Ebola esclusa in Lombardia, positivi alla Shigella due pazienti
26/05/2026
Gli esami virologici eseguiti all’ospedale Sacco di Milano hanno escluso l’infezione da virus Ebola nei due pazienti ricoverati in Lombardia con sintomi inizialmente ritenuti compatibili con la malattia. A comunicarlo è l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, che ha precisato come i test siano risultati negativi anche per malaria e per i principali virus respiratori attualmente monitorati.
Gli accertamenti del laboratorio del Sacco
I due casi erano stati segnalati nelle scorse ore e avevano attivato un percorso di verifica sanitaria ad alta attenzione, vista la sintomatologia riferita e la necessità di escludere patologie infettive di particolare rilevanza. Gli esami sono stati effettuati presso il laboratorio di riferimento dell’ospedale Sacco di Milano, struttura specializzata nella diagnosi e gestione delle malattie infettive.
Secondo quanto riferito dalla Regione Lombardia, il primo quadro diagnostico consente di escludere la presenza del virus Ebola. Anche gli accertamenti per malaria e virus respiratori hanno dato esito negativo, restringendo il campo delle ipotesi cliniche valutate dagli specialisti.
Le condizioni dei due pazienti restano comunque monitorate dagli infettivologi. La sorveglianza proseguirà fino al completamento degli ulteriori approfondimenti microbiologici e colturali già avviati.
Riscontrata positività alla Shigella
Alla luce dei risultati disponibili, una delle ipotesi considerate riguarda un’infezione di origine batterica a carico dell’apparato gastroenterico. Bertolaso ha infatti comunicato che in entrambi i soggetti è stata riscontrata positività alla Shigella, batterio che può provocare disturbi intestinali anche importanti.
Il quadro clinico sarà ora approfondito attraverso ulteriori analisi, necessarie per definire con precisione caratteristiche dell’infezione, decorso e trattamento più adeguato. La positività al batterio orienta gli accertamenti verso una causa diversa rispetto alle prime ipotesi circolate, ridimensionando il rischio legato a patologie virali ad alta trasmissibilità.
La Regione sottolinea che la gestione sanitaria dei due casi resta affidata agli specialisti, con il supporto dei laboratori e delle strutture coinvolte nel percorso diagnostico. L’obiettivo è completare rapidamente il quadro clinico e garantire ai pazienti l’assistenza necessaria.
Bertolaso: “Nessun allarme per la salute pubblica”
L’assessore al Welfare ha chiarito che, al momento, non sussistono elementi di allarme per la salute pubblica. La comunicazione arriva dopo ore di forte attenzione mediatica, generate dalla segnalazione dei casi sospetti e dalla necessità di verificare l’eventuale presenza di Ebola.
Bertolaso ha espresso anche una valutazione critica sulla gestione iniziale dell’allarme, sostenendo che il rispetto delle corrette tempistiche e procedure avrebbe potuto evitare una sovraesposizione mediatica e il conseguente impiego straordinario di risorse operative.
Il caso conferma l’importanza di distinguere tra sospetto clinico, accertamento diagnostico e conferma di laboratorio. Nel percorso delle malattie infettive, la prudenza resta necessaria, ma la comunicazione dei risultati deve seguire tempi e verifiche scientifiche, per evitare allarmi non supportati dai dati.
Con l’esclusione di Ebola e degli altri test risultati negativi, l’attenzione sanitaria si concentra ora sulla possibile infezione batterica gastroenterica. I pazienti continueranno a essere osservati, mentre gli ulteriori esami serviranno a completare la diagnosi e a definire l’evoluzione del quadro clinico.