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Ictus ischemico, SIMBA2 riduce fino al 50% il danno cerebrale

30/09/2026

Ictus ischemico, SIMBA2 riduce fino al 50% il danno cerebrale

Una miniproteina sperimentale sviluppata da ricercatori dell’Università degli Studi di Milano e dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS ha ridotto fino al 50% il danno cerebrale in modelli preclinici di ictus ischemico. La molecola, chiamata SIMBA2, ha mostrato un effetto neuroprotettivo anche quando somministrata fino a tre ore dopo l’esordio dell’ischemia, con benefici ancora rilevabili a sette giorni dal trattamento. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Cell Death & Disease.

SIMBA2 blocca un enzima coinvolto nella morte dei neuroni

SIMBA2, acronimo di Synthetic Interfering Mini β-Arrestin2, è stata progettata per interferire selettivamente con JNK3, un enzima coinvolto nei meccanismi cellulari che possono portare alla morte dei neuroni dopo un’ischemia cerebrale. Il progetto è coordinato da Tiziana Borsello, docente di Anatomia umana presso il Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari “Rodolfo Paoletti” della Statale di Milano, ricercatrice dell’Istituto Mario Negri IRCCS e Chief Scientific Officer di PepTiDa.

Nei modelli murini utilizzati nella sperimentazione, gli animali trattati con la miniproteina hanno mostrato una minore perdita neuronale, una migliore conservazione delle sinapsi e un recupero più favorevole delle funzioni sensorimotorie. Secondo i ricercatori, uno degli elementi di maggiore interesse riguarda la finestra temporale di intervento: l’effetto protettivo è risultato presente anche quando SIMBA2 è stata somministrata a distanza di alcune ore dall’inizio dell’ischemia.

Si tratta, in ogni caso, di risultati ottenuti in fase preclinica. Saranno quindi necessarie ulteriori sperimentazioni per stabilire sicurezza, efficacia, dosaggio e possibile applicabilità della molecola nell’uomo.

JNK3 studiato anche come possibile biomarcatore

La ricerca ha aperto inoltre una seconda linea di studio legata a JNK3 come possibile biomarcatore del danno neuronale. Nei modelli sperimentali l’enzima è stato rilevato anche nel sangue periferico e la sua diminuzione è risultata associata all’effetto neuroprotettivo osservato dopo il trattamento con SIMBA2.

Questa correlazione potrebbe fornire ai ricercatori uno strumento ulteriore per valutare l’evoluzione del danno cerebrale e la risposta a eventuali strategie terapeutiche. Anche su questo fronte, tuttavia, saranno necessari studi successivi per verificare se il dato possa essere trasferito dal modello sperimentale alla pratica clinica.

Borsello ha spiegato che il risultato arriva al termine di circa dieci anni di ricerca e dalla collaborazione tra gruppi con competenze differenti, dalla progettazione computazionale alla sintesi molecolare, fino alla validazione biologica e ai modelli sperimentali di ischemia.

Dalla ricerca di laboratorio allo sviluppo clinico

Il percorso di SIMBA2 è legato anche alla nascita di PepTiDa Srl, spin-off dell’Università degli Studi di Milano fondato nel 2024 e guidato dalla CEO Michela Pantaleoni. La società è stata costituita con l’obiettivo di accompagnare la miniproteina e la relativa piattaforma di neuroprotezione verso le successive fasi di sviluppo.

Nell’aprile 2026 il partenariato esteso PNRR Mnesys, dedicato alle neuroscienze, è entrato nel capitale della società. PepTiDa ha inoltre ottenuto lo status di piccola e media impresa innovativa presso l’Agenzia Europea dei Medicinali ed è stata selezionata per l’HEC Paris Deep Tech Nurture Program 2027.

Alla ricerca hanno contribuito gruppi dell’Istituto Mario Negri IRCCS, dell’Università degli Studi di Milano, dell’Università Politecnica delle Marche, dell’Istituto Pasteur Italia – Fondazione Cenci Bolognetti e della Sapienza Università di Roma. Il lavoro ha integrato progettazione computazionale, studio delle interazioni molecolari, validazione biologica e modelli sperimentali di ischemia cerebrale. La piattaforma verrà ora approfondita anche per valutarne il potenziale in altre patologie del sistema nervoso centrale caratterizzate da morte neuronale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to