Lombardia, 1,34 milioni per persone sorde e ipoacusiche
30/07/2026
Regione Lombardia investirà 1.343.526 euro per migliorare l’accesso alla comunicazione, ai servizi pubblici e alla vita sociale delle persone sorde, ipoacusiche e sordocieche. La Giunta regionale ha approvato il progetto biennale “Comunicare senza barriere”, valido per il periodo 2026-2028 e articolato in interventi dedicati alla Lingua dei Segni, all’interpretariato, alle tecnologie assistive e alla formazione degli operatori.
Un programma biennale da oltre 1,3 milioni di euro
Il progetto, approvato su proposta dell’assessora regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, avrà una durata di 24 mesi. La nuova programmazione prosegue le attività già sperimentate nelle precedenti edizioni, ampliandone la diffusione sull’intero territorio lombardo.
La dotazione finanziaria deriva dall’integrazione di due stanziamenti ministeriali. Il decreto dell’8 gennaio 2025 aveva assegnato alla Lombardia 671.043 euro, ai quali si sono aggiunti altri 672.483 euro previsti dal decreto del 26 settembre dello stesso anno.
Le risorse serviranno a rendere più accessibili uffici, strutture sanitarie, scuole, università, teatri e altri luoghi aperti al pubblico. L’obiettivo è trasformare l’accessibilità alla comunicazione in una componente stabile dei servizi, riducendo gli ostacoli che possono limitare l’autonomia delle persone con disabilità uditiva.
«Mettiamo al centro la persona e il diritto di ciascuno a comunicare, accedere ai servizi e partecipare pienamente alla vita della comunità», ha dichiarato Lucchini. L’assessora ha evidenziato la necessità di costruire contesti capaci di riconoscere le esigenze individuali e valorizzare le potenzialità di ogni cittadino.
Quattro linee per abbattere le barriere comunicative
Il piano regionale è suddiviso in quattro aree operative. La prima riguarda la promozione della conoscenza della Lingua dei Segni Italiana, LIS, e della Lingua dei Segni Italiana Tattile, LIST, utilizzata in particolare dalle persone sordocieche.
Una seconda linea prevede il potenziamento dei servizi di interpretariato, disponibili sia in presenza sia da remoto. Il servizio dovrà facilitare il rapporto con uffici pubblici, servizi sociali, strutture sanitarie e altri enti, offrendo assistenza anche nelle fasce serali e durante i fine settimana.
Il terzo ambito riguarda l’introduzione di tecnologie innovative e strumenti assistivi. Le apparecchiature saranno destinate a luoghi pubblici, istituti scolastici, università, teatri e strutture sanitarie, con soluzioni capaci di migliorare la fruizione delle informazioni e la partecipazione alle attività.
La quarta linea avrà carattere trasversale e comprenderà formazione, informazione e sensibilizzazione. Saranno organizzate attività rivolte agli operatori e campagne destinate alla cittadinanza, con l’intento di diffondere una maggiore conoscenza delle disabilità uditive e delle modalità corrette di comunicazione.
Formazione per sanità, scuola ed emergenza
Una parte rilevante delle attività sarà dedicata agli operatori dei servizi sociali, sanitari, sociosanitari e scolastici. Il percorso coinvolgerà anche il personale impegnato nelle emergenze, che può trovarsi a dover comunicare rapidamente con persone sorde o ipoacusiche in situazioni particolarmente delicate.
Il rafforzamento delle competenze dovrà permettere agli addetti di riconoscere i diversi bisogni comunicativi, utilizzare gli strumenti disponibili e attivare il servizio di interpretariato quando necessario. La Regione punta così a ridurre le difficoltà che possono emergere durante una visita medica, una richiesta di assistenza, un colloquio scolastico o l’accesso a un ufficio pubblico.
«Abbiamo scelto di estendere il progetto a due anni per garantire continuità agli interventi e offrire risposte più efficaci», ha spiegato Lucchini. La programmazione biennale consentirà di organizzare servizi meno frammentati, monitorarne l’utilizzo e intervenire sulle eventuali criticità riscontrate.
Partenariato con Ats ed Enti del Terzo Settore
Il progetto sarà realizzato in collaborazione con Ats Città Metropolitana di Milano, Ats della Brianza e gli Enti del Terzo Settore maggiormente rappresentativi delle persone sorde, ipoacusiche e sordocieche.
Le organizzazioni saranno individuate attraverso un percorso di coprogettazione, durante il quale verranno definiti le attività, le modalità operative e gli strumenti da impiegare nei diversi territori. Le iniziative partiranno al termine delle procedure amministrative previste.
Regione Lombardia accompagnerà il programma con un monitoraggio costante, verificando la diffusione dei servizi, il numero di persone raggiunte e l’efficacia delle soluzioni introdotte. I risultati potranno essere utilizzati per aggiornare le attività e rafforzare gli interventi che avranno prodotto gli effetti più significativi.
Secondo Lucchini, la collaborazione tra istituzioni, aziende sanitarie ed enti rappresentativi costituisce la condizione necessaria per realizzare servizi realmente aderenti alle esigenze delle persone. Il percorso dovrà garantire continuità all’interpretariato, ampliare l’utilizzo della LIS e della LIST e rendere più accessibili gli spazi della vita quotidiana.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to