Lombardia, Big Jump sul Ticino e Olona per tutelare i fiumi
14/07/2026
Due tuffi simbolici nel Ticino e nell’Olona hanno riportato al centro del dibattito la qualità delle acque e la capacità dei territori lombardi di affrontare siccità, alluvioni e perdita di biodiversità. Domenica 12 luglio 2026 Legambiente Lombardia ha partecipato al Big Jump con un appuntamento a Pavia, realizzato insieme al progetto europeo LIFE Climax Po, e una seconda iniziativa ai Molini di Gurone, in provincia di Varese, con i circoli di Varese e Malnate.
A Pavia un confronto su biodiversità e sicurezza fluviale
La giornata sul Ticino è iniziata con un incontro dedicato alla biodiversità e alla sicurezza lungo i corsi d’acqua. Al confronto hanno preso parte esperti dell’Università di Pavia, rappresentanti della Protezione Civile e del Comune, oltre ai referenti del progetto europeo GUARDIAS, impegnato a informare la popolazione sugli effetti delle specie aliene sugli ecosistemi autoctoni.
Intorno alle 11.30 gli attivisti hanno dato vita al tradizionale flash mob previsto dalla campagna, entrando simbolicamente nelle acque del Ticino. Il gesto ha voluto richiamare l’attenzione sulla necessità di restituire ai fiumi condizioni ambientali adeguate, proteggendoli come habitat naturali e corridoi ecologici tra aree differenti.
Nel pomeriggio la mobilitazione si è spostata sull’Olona. Alle 14.45 i volontari dei circoli Legambiente di Varese e Malnate si sono ritrovati ai Molini di Gurone per un nuovo tuffo collettivo. Dietro il carattere festoso dell’iniziativa resta la preoccupazione per le condizioni di numerosi corsi d’acqua lombardi, sottoposti alla pressione degli scarichi, dell’urbanizzazione e degli eventi meteorologici estremi.
LIFE Climax Po aderisce alla campagna europea
All’iniziativa ha aderito LIFE Climax Po, progetto europeo dedicato all’adattamento climatico nel distretto del fiume Po. Il programma promuove una gestione delle risorse idriche capace di considerare gli effetti del cambiamento climatico e sostiene l’attuazione delle misure previste dalla Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici.
Big Jump fa parte della campagna dell’European Rivers Network, avviata nel 2002. Nel corso delle diverse edizioni ha coinvolto circa 200mila persone attraverso oltre 2mila eventi organizzati in 34 Paesi europei. Il tuffo nei fiumi viene utilizzato come gesto pubblico per chiedere acque più pulite, ambienti fluviali accessibili e politiche territoriali attente agli equilibri naturali.
L’obiettivo non riguarda esclusivamente la balneabilità. I fiumi svolgono una funzione decisiva nella conservazione delle specie, nella regolazione delle temperature locali e nella gestione delle precipitazioni. La riduzione degli spazi naturali, l’artificializzazione delle sponde e l’eccessivo utilizzo della risorsa idrica ne indeboliscono però la capacità di reagire alle fasi di piena e ai periodi di scarsità d’acqua.
Solo il 38% dei fiumi lombardi è in buono stato ecologico
Secondo l’ultima classificazione disponibile, basata sui monitoraggi effettuati da Arpa Lombardia nel periodo 2014-2019, appena il 38% dei fiumi e il 51% dei laghi raggiunge lo stato ecologico buono richiesto dalla Direttiva europea sulle acque.
Le difficoltà interessano anche le aree urbane e densamente abitate. Tra i principali problemi vengono indicati reti obsolete, tracimazioni, impianti di depurazione sottodimensionati rispetto ai carichi effettivi e strutture prive di trattamenti avanzati. Le variazioni della popolazione durante l’anno possono aggravare ulteriormente la pressione sugli impianti.
Il Ticino presenta uno stato ecologico classificato come sufficiente dopo il punto di rilevazione di Lonate Pozzolo. Il peggioramento viene associato alla presenza di glifosato e AMPA, sostanza prodotta dalla degradazione dell’erbicida. Lo stato chimico risulta invece non buono a causa del superamento dei limiti relativi al PFOS, composto appartenente alla famiglia dei PFAS.
L’Olona resta critico nei tratti più urbanizzati
Tra il 2014 e il 2019 lo stato ecologico dell’Olona è risultato compreso tra scarso e sufficiente. Nei tratti montani della provincia di Varese le condizioni sono generalmente migliori grazie alla minore presenza di attività e infrastrutture. La situazione peggiora nella parte media e bassa del corso d’acqua, fino alla confluenza nel Lambro, dove incidono la maggiore pressione antropica e l’artificializzazione delle sponde.
Lorenzo Baio, responsabile acqua e vicepresidente di Legambiente Lombardia, ha chiesto nuovi modelli di gestione del territorio capaci di tenere insieme tutela degli ecosistemi, sicurezza delle comunità ed esigenze economiche. Secondo l’associazione, le politiche pubbliche devono adattarsi a una realtà nella quale periodi di siccità e precipitazioni intense possono alternarsi con maggiore frequenza.
Legambiente ritiene indispensabile attribuire un ruolo centrale agli ambienti fluviali nelle strategie climatiche. Migliorare la qualità delle acque e restituire spazio ai fiumi significa infatti proteggere la biodiversità, ridurre i rischi per i centri abitati e conservare una risorsa essenziale per cittadini, agricoltura e attività produttive.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to