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Lombardia, cure avanzate anche in montagna e nelle grotte

04/08/2026

Lombardia, cure avanzate anche in montagna e nelle grotte

Medici e infermieri potranno raggiungere pazienti feriti o colpiti da un’emergenza sanitaria anche quando ambulanze ed elicotteri non riescono ad arrivare. La Lombardia ha attivato dal 1° agosto 2026 il servizio di Soccorso Sanitario Avanzato in Ambiente Impervio, denominato Saai, destinato agli interventi in aree montane, boschive, collinari e ipogee. Le squadre applicheranno sul posto gli stessi protocolli clinico-assistenziali utilizzati nel sistema regionale di emergenza-urgenza.

Squadre attivate dalle centrali del 118

Il nuovo modello può essere attivato dalle quattro Sale operative regionali dell’emergenza-urgenza e dalla Centrale Regionale di Elisoccorso di Areu. Le équipe sono composte da medici e infermieri appartenenti al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della Lombardia, formati sia sul piano sanitario sia sotto il profilo tecnico-alpinistico.

L’intervento è previsto quando le condizioni meteorologiche impediscono il volo degli elicotteri, quando il paziente si trova in una grotta oppure quando il luogo dell’emergenza non è raggiungibile con i normali mezzi di soccorso. Le squadre possono così trasportare farmaci, strumenti diagnostici e presidi sanitari direttamente nell’area dell’incidente.

Il servizio è stato presentato a Palazzo Lombardia dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, dal presidente del Cnsas lombardo Marco Astori, dal direttore regionale del Corpo Marco Salmoiraghi e dal direttore generale di Areu Massimo Lombardo. Il progetto coinvolge anche le Asst, le farmacie ospedaliere e la Direzione generale Welfare.

Cure immediate durante recuperi lunghi e complessi

La procedura consente ai professionisti sanitari del Soccorso alpino di utilizzare pienamente le proprie competenze durante le missioni. In precedenza, medici e infermieri volontari non potevano applicare in ambiente impervio tutti i protocolli avanzati impiegati sui mezzi di Areu.

La novità può incidere in particolare negli interventi che richiedono diverse ore. Una persona con una frattura in montagna, per esempio, può rimanere a lungo sulla barella prima di raggiungere un ospedale. Il personale sanitario potrà ora intervenire fin dalle prime fasi sulla gestione del dolore, sul monitoraggio dei parametri e sulla stabilizzazione del paziente.

Bertolaso ha sottolineato che il servizio amplia la capacità di risposta dell’emergenza lombarda nei contesti nei quali non possono operare ambulanze o elicotteri. Astori ha definito la Lombardia la prima Regione italiana ad aver strutturato una procedura di questo tipo.

Dodici protocolli per le principali emergenze

Per uniformare gli interventi sono stati sviluppati 12 algoritmi clinico-assistenziali. Le procedure riguardano situazioni come trauma maggiore, dolore toracico, crisi convulsive, reazioni anafilattiche e trattamento del dolore.

Ogni squadra dispone di uno zaino sanitario dedicato con farmaci e presidi avanzati. Le dotazioni comprendono inoltre un monitor multiparametrico e un dispositivo capace di trasmettere l’elettrocardiogramma, permettendo il confronto con le centrali e con gli specialisti del sistema sanitario regionale.

La preparazione tecnica permette agli operatori di muoversi in sicurezza su pareti, sentieri, boschi e cavità sotterranee. La componente sanitaria può quindi lavorare insieme ai tecnici del Soccorso alpino senza attendere il trasferimento del paziente in un luogo raggiungibile dai mezzi tradizionali.

Dodici postazioni distribuite sul territorio

Il progetto ha previsto l’attivazione di 12 postazioni strategiche nelle aree regionali caratterizzate dal maggior numero di missioni. In Valtellina sono già operative 24 ore su 24 le sedi di Livigno, Bormio e Caiolo.

Le postazioni custodiscono le attrezzature, i farmaci e i dispositivi necessari per consentire una partenza rapida delle équipe. Nei prossimi mesi Regione Lombardia e Areu valuteranno i risultati del servizio e la possibilità di ampliare ulteriormente la rete.

Secondo Massimo Lombardo, Areu gestisce ogni anno circa un milione di missioni e nel 98% dei casi dispone già di una risposta adeguata. Il Saai è stato progettato per il restante 2% degli interventi, nei quali portare cure avanzate fino al paziente risultava particolarmente difficile.

Oltre 1.800 interventi del Soccorso alpino nel 2025

Nel 2025 il Soccorso alpino lombardo è intervenuto in oltre 1.800 eventi, prestando assistenza a quasi 2.000 persone. Tra i suoi volontari figurano 24 infermieri abilitati agli algoritmi clinico-assistenziali dei mezzi avanzati di Areu e 34 medici, 14 dei quali lavorano anche nel sistema regionale di emergenza-urgenza.

Il nuovo servizio valorizza questa doppia preparazione, unendo le capacità di movimento negli ambienti difficili alle competenze necessarie per trattare condizioni sanitarie gravi. Il paziente potrà così ricevere valutazione, monitoraggio, farmaci e assistenza avanzata prima dell’inizio del lungo percorso di recupero verso l’ambulanza o l’ospedale.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.