Caricamento...

News Lombardia Logo News Lombardia

Lombardia, nuovo asse tra ospedali e università: più spazio agli specializzandi e una regia unica sulla formazione medica

14/04/2026

Lombardia, nuovo asse tra ospedali e università: più spazio agli specializzandi e una regia unica sulla formazione medica

La Lombardia prova a stringere i tempi tra formazione, assistenza e ricerca con un Protocollo d’intesa che interviene su uno dei nodi più delicati della sanità pubblica: costruire una presenza medica più solida nei reparti senza separare il percorso universitario dalla realtà quotidiana degli ospedali. L’intesa, firmata oggi a Palazzo Lombardia dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso e dai rettori delle sette università lombarde con Facoltà di Medicina, mette ordine in una materia che per anni ha richiesto equilibrio, mediazione e, spesso, soluzioni frammentate. Accanto a Bertolaso hanno preso parte alla sottoscrizione anche l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi e il direttore generale del Welfare Mario Melazzini.

Il valore politico e amministrativo del documento sta soprattutto nella volontà di trattare formazione sanitaria e organizzazione dei servizi come parti dello stesso disegno. La qualità della didattica, infatti, incide direttamente sulla tenuta del sistema ospedaliero; allo stesso tempo, la capacità delle strutture di accogliere, seguire e valorizzare chi è ancora in specializzazione influenza la qualità dell’assistenza che i cittadini ricevono sul territorio.

Una formazione più vicina ai reparti e ai bisogni reali del territorio

Il punto più rilevante dell’accordo riguarda l’ampliamento concreto delle occasioni formative per i giovani medici. Gli specializzandi potranno essere inseriti in modo più esteso nella rete ospedaliera regionale, offrendo un contributo operativo nelle corsie e maturando esperienza in contesti clinici aderenti alle necessità effettive del servizio sanitario. Non si tratta di un semplice allargamento numerico delle sedi, ma di una scelta che modifica il rapporto tra università e sanità territoriale: la formazione esce dai perimetri più tradizionali e raggiunge presìdi che, fino a oggi, avevano un ruolo meno centrale nel percorso specialistico.

Il protocollo estende infatti la rete formativa regionale a tutti gli enti del Servizio sanitario regionale, comprendendo ATS, ASST, IRCCS e AREU, e amplia anche il sistema dei poli universitari clinico-assistenziali. Entrano nuove realtà strategiche: Lodi, Crema, Melegnano e Martesana, Rhodense, Franciacorta, Mantova, Bergamo Ovest, Bergamo Est, Valtellina e Alto Lario, Valle Olona. Una distribuzione di questo tipo può alleggerire la pressione sui grandi poli, favorire una preparazione più aderente ai diversi contesti assistenziali e rafforzare reparti che soffrono una carenza di professionisti in ambiti particolarmente sensibili.

Per i medici in formazione il cambiamento è tutt’altro che marginale. Fare esperienza in una rete più ampia significa confrontarsi con casistiche differenti, dinamiche organizzative meno uniformi e bisogni sanitari che cambiano da area ad area. Per il sistema regionale, invece, vuol dire iniziare a costruire il personale del futuro dentro i luoghi in cui quel personale sarà chiamato a operare.

Direzioni universitarie, personale e ricerca: la Lombardia punta su una governance condivisa

Un secondo passaggio di peso riguarda la gestione del personale che svolge un doppio incarico, clinico e accademico, una figura decisiva nei policlinici e negli ospedali a vocazione universitaria. Il protocollo promette regole più chiare e una cabina di regia comune, con l’obiettivo di ridurre sovrapposizioni, attriti amministrativi e dispersione di risorse. In un sistema complesso come quello lombardo, l’efficienza non dipende soltanto dal numero di professionisti disponibili, ma anche dalla capacità di coordinare responsabilità, funzioni e filiere decisionali.

In questo quadro si inserisce anche la novità relativa alla nomina dei direttori di struttura complessa universitari. La scelta sarà concordata non soltanto con i direttori generali delle singole aziende sanitarie, ma anche con la Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia. È un passaggio che rafforza l’idea di una strategia unitaria e che mira ad allineare meglio le eccellenze universitarie con le priorità del servizio sanitario regionale, evitando che ogni nomina resti confinata dentro una logica puramente locale.

Nelle parole di Guido Bertolaso, il protocollo serve a consolidare una programmazione condivisa delle attività di didattica, ricerca, formazione e assistenza clinica, con una particolare attenzione all’accreditamento di nuovi ospedali come sedi didattiche per gli specializzandi. Alessandro Fermi, dal canto suo, ha richiamato il ruolo delle università come motore della ricerca e come leva per mantenere la Lombardia in una posizione competitiva sul piano europeo.

Il messaggio, al netto delle dichiarazioni istituzionali, appare chiaro: la ricerca deve dialogare con la pratica clinica in modo più rapido e meno dispersivo, così che l’innovazione non resti confinata nei laboratori o nelle procedure accademiche.

A firmare l’accordo, insieme ai rappresentanti della Regione, sono stati Marina Brambilla per l’Università degli Studi di Milano, Francesco Castelli per l’Università degli Studi di Brescia, Alessandro Reali per l’Università degli Studi di Pavia, Maria Pierro per l’Università degli Studi dell’Insubria, Marco Emilio Orlandi per l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Enrico Gherlone per l’Università Vita-Salute San Raffaele e Luigi Maria Terracciano per Humanitas University.

Il documento ha già ottenuto il via libera definitivo dalla Commissione Sanità del Consiglio regionale. Adesso la misura della sua efficacia sarà data dall’attuazione: dalla rapidità con cui le nuove sedi entreranno davvero nella rete, dalla capacità di accogliere gli specializzandi con criteri omogenei e dalla possibilità di tradurre la collaborazione istituzionale in una sanità più presente, più preparata e meglio distribuita. È su questo terreno, ben più che nelle firme ufficiali, che l’intesa sarà giudicata.

Fabiana Fissore Avatar
Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.