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Mantova, Legambiente sostiene la Provincia nel caso Keritaly

02/05/2026

Mantova, Legambiente sostiene la Provincia nel caso Keritaly

Legambiente Lombardia si è costituita a sostegno della Provincia di Mantova nella causa Keritaly, discussa ieri a Bruxelles davanti alla Corte di giustizia dell’Unione Europea. Al centro del procedimento c’è il caso dell’azienda ceramica con impianti produttivi a Bondeno di Gonzaga, nel Mantovano, e la contestazione sulla possibilità di innalzare i limiti delle emissioni in atmosfera oltre quelli previsti dall’autorizzazione ambientale.

Il controllo di ARPA e la diffida della Provincia

La vicenda nasce nel 2023, quando ARPA Lombardia, durante un controllo, aveva rilevato emissioni atmosferiche di sostanze organiche volatili, i cosiddetti VOC, molto superiori rispetto a quanto previsto dall’autorizzazione ambientale rilasciata nel 2019 dalla Provincia di Mantova. A seguito degli accertamenti, l’azienda era stata diffidata al rispetto delle prescrizioni.

Secondo quanto ricostruito da Legambiente Lombardia, Keritaly aveva poi chiesto una modifica ritenuta “non sostanziale” dell’autorizzazione, con l’obiettivo di aumentare i limiti emissivi e proseguire l’attività alle nuove condizioni. Di fronte al mancato pronto riscontro della Provincia, che aveva ricevuto l’istanza all’inizio di agosto 2023, l’azienda aveva comunicato di poter operare in regime di silenzio-assenso.

Il nodo giuridico davanti alla Corte europea

La Provincia di Mantova ha contestato questa impostazione, anche sulla base dei pareri di ARPA e ATS Valpadana, che avevano evidenziato non soltanto la difformità rispetto a quanto autorizzato, ma anche criticità legate all’impatto sanitario delle emissioni atmosferiche dello stabilimento. Dopo il diniego dell’amministrazione provinciale, l’azienda ha presentato ricorso al TAR di Brescia.

Il giudice amministrativo, lo scorso giugno, ha ritenuto possibile un conflitto tra la norma italiana di recepimento della direttiva sulle emissioni industriali e il diritto dell’Unione Europea, rimettendo la questione alla Corte di giustizia. La Corte è chiamata a pronunciarsi sulla compatibilità dell’articolo 29-nonies del decreto legislativo 152/2006 con il diritto UE, in particolare sulla possibilità che, per modifiche non sostanziali di impianti soggetti ad Autorizzazione Integrata Ambientale, il decorso del termine procedimentale possa produrre un titolo autorizzativo implicito.

Legambiente: controlli preventivi necessari su ambiente e salute

Legambiente Lombardia, rappresentata dagli avvocati Amedeo Barletta ed Emanuela Beacco, ha sostenuto davanti alla Corte che il meccanismo del silenzio-assenso presenta profili di incompatibilità con la direttiva europea sulle emissioni industriali, che richiede un controllo preventivo effettivo sulle modifiche degli impianti potenzialmente capaci di incidere sulle emissioni.

La presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto, ha denunciato il rischio che decisioni con effetti rilevanti su ambiente, qualità dell’aria e salute possano maturare senza un confronto pieno e trasparente. Secondo l’associazione, i procedimenti autorizzativi in materia ambientale devono garantire partecipazione, accesso alla giustizia e controllo pubblico, soprattutto quando sono in gioco attività produttive con possibili impatti severi.

Nel corso dell’udienza, durata circa due ore e mezza, è emersa anche la convergenza della Commissione Europea con le criticità sollevate da Legambiente. Le conclusioni dell’Avvocato Generale sono attese per il 16 luglio 2026. Per i legali dell’associazione, la futura decisione della Corte potrà avere un rilievo più ampio, incidendo sull’interpretazione delle autorizzazioni ambientali e sui limiti del silenzio-assenso in una materia direttamente collegata alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica. :

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.