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Milano est, Legambiente chiede chiarezza sull’inquinamento da TFA

10/05/2026

Milano est, Legambiente chiede chiarezza sull’inquinamento da TFA

Legambiente Lombardia chiede di individuare le fonti dell’inquinamento da TFA nelle falde sotterranee dell’area est della Città metropolitana di Milano e annuncia la disponibilità a perfezionare l’esposto sulla base dei dati che saranno prodotti da ARPA Lombardia. La presa di posizione arriva dopo la nota congiunta di dieci Comuni del milanese, che ha segnalato una forte contaminazione da acido trifluoroacetico, sostanza appartenente alla famiglia dei PFAS, nelle acque sotterranee che interessano diversi acquedotti locali.

I Comuni coinvolti sono Pessano con Bornago, Gorgonzola, Cassina De’ Pecchi, Melzo, Vignate, Liscate, Bussero, Vizzolo Predabissi e San Zenone al Lambro. Secondo quanto riportato, le fonti della contaminazione potrebbero essere plurime: una sarebbe già accertata nelle lavorazioni di un’industria farmaceutica, mentre restano da chiarire eventuali contributi collegati ad altre fonti puntuali o diffuse, comprese attività legate alla produzione di farmaci e fluidi refrigeranti e all’uso di pesticidi fluorurati in agricoltura.

Acquedotti messi in sicurezza, ora si cerca l’origine

Legambiente Lombardia ha espresso fiducia nell’operato di CAP, gestore della rete acquedottistica locale, intervenuto per la messa in sicurezza degli acquedotti, e di ARPA Lombardia, impegnata nelle verifiche per risalire all’origine delle emissioni inquinanti. Per l’associazione ambientalista, tuttavia, la rapidità degli interventi non esaurisce il problema, perché occorre individuare con precisione le responsabilità e interrompere le sorgenti della contaminazione.

Il vicepresidente regionale Lorenzo Baio ha richiamato le fragilità ancora presenti nel sistema produttivo lombardo sul fronte della prevenzione degli inquinamenti. Nel mirino dell’associazione ci sono anche l’uso dei pesticidi in agricoltura e le possibili ricadute sullo stato chimico delle acque di falda e di superficie, considerate già sottoposte a pressioni rilevanti.

Il TFA tra le sostanze emergenti sotto osservazione

Il TFA, acido trifluoroacetico, è indicato come una sostanza di interesse emergente a livello europeo. Rispetto ad altri PFAS, non tende ad accumularsi stabilmente nell’organismo umano, che lo elimina in pochi giorni, ma questo non significa che sia privo di possibili effetti sulla salute. La ricerca scientifica è ancora in corso e le istituzioni internazionali stanno valutando impatti e soglie di riferimento.

Il nodo ambientale resta particolarmente delicato perché il TFA è definito un “inquinante eterno”, destinato ad accumularsi negli ambienti naturali. La sua alta solubilità in acqua e il vasto impiego in diversi processi produttivi, compresa la produzione di pesticidi utilizzati in agricoltura, ne favoriscono la diffusione nelle acque. Per questo, secondo Legambiente, è necessario applicare un approccio precauzionale e accelerare verso limiti più stringenti e armonizzati.

La richiesta alla Regione: applicare il principio “chi inquina paga”

Legambiente chiede a Regione Lombardia di essere informata sui lavori del tavolo di emergenza attivato a livello regionale e ribadisce la volontà di seguire l’evoluzione delle indagini. L’associazione si dice pronta a perfezionare l’esposto nel caso in cui ARPA Lombardia individui aziende responsabili della contaminazione.

La richiesta politica e ambientale è netta: applicare senza esitazioni il principio del “chi inquina paga”, tutelando i cittadini e facendo ricadere sui responsabili dell’inquinamento i costi e le conseguenze delle bonifiche e delle misure necessarie. Per Legambiente, la vicenda del TFA nell’est milanese non riguarda soltanto un’emergenza locale, ma richiama una questione più ampia di prevenzione, controllo industriale, uso di sostanze chimiche persistenti e protezione delle risorse idriche.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.