Lombardia, 2,5 milioni per malghe e zootecnia di montagna
04/06/2026
Regione Lombardia stanzia 2,5 milioni di euro per sostenere la zootecnia di montagna, finanziando interventi di costruzione, ristrutturazione e ammodernamento di allevamenti, malghe e strutture agricole nei Comuni montani. Il bando 2026 sarà aperto dalle ore 10 del 7 luglio ed è rivolto agli enti pubblici proprietari di fabbricati o terreni a uso zootecnico.
Il bando per Comuni, Comunità montane e aree protette
La misura si applica nelle aree montane lombarde e punta a rafforzare le aziende agricole zootecniche che operano in questi territori. Possono presentare domanda Province, Comuni, Comunità montane, Università, Parchi nazionali, enti gestori di aree naturali protette ed enti sanitari pubblici proprietari di terreni agricoli o fabbricati a uso zootecnico situati in Comuni montani.
L’obiettivo è migliorare la produttività delle strutture, sostenere le filiere legate alla produzione primaria, favorire trasformazione, conservazione, commercializzazione e vendita diretta, ma anche promuovere efficientamento energetico, digitalizzazione e recupero del patrimonio edilizio storico montano, come maggenghi, alpi e malghe.
L’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha sottolineato il valore dell’agricoltura di montagna come attività economica, presidio del territorio e strumento di tutela del paesaggio. Per la Regione, investire in malghe e alpeggi significa sostenere chi sceglie di restare e lavorare in aree esposte al rischio di abbandono.
Contributi fino al 90 per cento della spesa
La dotazione finanziaria complessiva è pari a 2,5 milioni di euro, suddivisi in 1 milione per il 2027 e 1,5 milioni per il 2028. Il contributo sarà erogato a fondo perduto e potrà coprire fino al 90% della spesa ammessa per i Comuni con popolazione fino a 5mila abitanti, per gli enti gestori di aree protette e siti Natura 2000 e per le Comunità montane.
Per gli altri soggetti beneficiari, il contributo potrà arrivare fino al 50% della spesa ammessa. I progetti dovranno prevedere un investimento minimo di 50mila euro e massimo di 400mila euro, con almeno 30mila euro destinati alla produzione primaria.
La misura è pensata per sostenere interventi di dimensione significativa, capaci di incidere sulla funzionalità delle strutture e sulla competitività delle attività zootecniche in quota.
Dalle stalle alle energie rinnovabili
Gli interventi ammissibili riguardano la nuova costruzione o la ristrutturazione di edifici rurali e stalle, il miglioramento dell’efficienza energetica, l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, come fotovoltaico, idroelettrico e biomasse, e la realizzazione di reti idriche.
Il bando finanzia anche il potenziamento della connettività digitale in alpe e malga, elemento sempre più rilevante per la gestione moderna delle aziende agricole, oltre al recupero di fabbricati storici da valorizzare per finalità culturali o di pubblica utilità.
I progetti saranno suddivisi tra interventi per la produzione primaria, indicati come tipologia A, e interventi legati a trasformazione, commercializzazione e vendita diretta, indicati come tipologia B. La combinazione tra le due tipologie sarà uno dei criteri premianti nella valutazione.
Beduschi: risposta concreta per gli agricoltori montani
Per Beduschi, il bando rappresenta una risposta concreta alla necessità di non lasciare soli gli agricoltori montani nella sfida della modernizzazione. L’assessore ha richiamato il valore della zootecnia cosiddetta eroica, che contribuisce alla cura del territorio, alla manutenzione del paesaggio e alla vita delle comunità locali.
Secondo la Regione, il sostegno a piccoli Comuni, Comunità montane e Parchi che investono nelle proprie strutture agricole promuove un modello di sviluppo rurale alternativo all’abbandono e alla cementificazione.
Le domande potranno essere presentate dalle ore 10 di martedì 7 luglio 2026. Con questa misura, la Lombardia punta a rendere malghe, alpeggi e allevamenti di montagna più moderni, efficienti e competitivi, rafforzando il ruolo delle aree montane nel futuro dell’agricoltura regionale.
Articolo Precedente
Milano, 800mila euro per giovani ricercatori della Statale
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to