Mantova, tavolo sul latte: 511mila tonnellate in cinque mesi
05/08/2026
Oltre 511 mila tonnellate di latte sono state consegnate nel Mantovano tra gennaio e maggio 2026, un volume che colloca la provincia al terzo posto in Italia dopo Brescia e Cremona. Il dato è stato al centro del confronto convocato nella sede territoriale di Regione Lombardia, dove l’assessore all’Agricoltura Alessandro Beduschi ha incontrato cooperative lattiero-casearie, rappresentanti delle organizzazioni agricole e delegati dei consorzi del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano.
Mantova terza provincia italiana per quantità di latte
Il territorio mantovano ha registrato nei primi cinque mesi dell’anno 511.912 tonnellate di latte consegnato. Una produzione sostenuta da una rete di allevamenti, caseifici e cooperative strettamente collegata alle due grandi denominazioni d’origine presenti nell’area.
Grana Padano e Parmigiano Reggiano costituiscono una parte essenziale dell’economia agricola provinciale, ma il tavolo ha affrontato anche il futuro delle produzioni prive di certificazione Dop. Secondo Regione Lombardia, l’intero sistema deve prepararsi ai cambiamenti dei mercati internazionali, all’aumento dei costi e alla necessità di migliorare la capacità di commercializzazione.
La Lombardia produce circa la metà del latte italiano. Per Beduschi, questo primato richiede politiche capaci di rafforzare la marginalità delle aziende agricole e la competitività della cooperazione, evitando che gli allevatori siano penalizzati lungo la catena del valore.
Beduschi: rafforzare le denominazioni d’origine
L’assessore ha indicato nelle Indicazioni Geografiche uno degli strumenti principali per garantire una remunerazione migliore ai produttori. Le denominazioni permettono di collegare il valore del prodotto al territorio, ai disciplinari di produzione e alla riconoscibilità conquistata sui mercati italiani ed esteri.
Per mantenere questa posizione, ha osservato Beduschi, occorre però sviluppare nuovi progetti condivisi dagli operatori. Le strategie dovranno riguardare la promozione, la valorizzazione commerciale, l’export, la ricerca e la formazione, coinvolgendo con particolare attenzione il mondo cooperativo.
L’obiettivo della Regione è difendere il modello produttivo lombardo senza modificarne l’identità, favorendo al tempo stesso forme di collaborazione che permettano alle imprese di affrontare mercati più complessi. Il confronto dovrà includere anche gli istituti di credito e le strutture finanziarie pubbliche, chiamati ad accompagnare investimenti e programmi di crescita nel rispetto dell’autonomia delle singole realtà.
A ottobre l’assemblea europea Arepo a Mantova
Il futuro della cooperazione lattiero-casearia sarà approfondito il 15 e 16 ottobre 2026, quando Mantova ospiterà l’assemblea annuale di Arepo, l’Associazione delle Regioni europee per i Prodotti d’origine presieduta da Beduschi.
Alla due giorni è annunciata anche la partecipazione del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. Il programma comprenderà un panel dedicato al comparto mantovano, alle sue prospettive di sviluppo e al ruolo delle cooperative nella gestione della produzione e nella valorizzazione dei formaggi.
L’appuntamento offrirà l’occasione per confrontare il sistema locale con le esperienze delle altre regioni europee impegnate nella tutela delle produzioni d’origine. Tra i temi previsti figurano la capacità delle denominazioni di sostenere il reddito agricolo, l’accesso ai mercati internazionali e le politiche necessarie per proteggere i prodotti legati ai territori.
Operatori pronti a lavorare su aggregazione e ricerca
Le organizzazioni presenti al tavolo hanno condiviso la necessità di definire una strategia più coordinata. Lo scenario economico, caratterizzato da oscillazioni dei prezzi, nuovi equilibri commerciali e costi di produzione elevati, riduce infatti gli spazi per interventi frammentati o iniziative prive di una programmazione comune.
Tra le priorità indicate figurano l’aggregazione tra imprese, l’innovazione nei processi produttivi, la formazione degli addetti e il rafforzamento delle attività commerciali. Un’attenzione specifica sarà riservata anche al ricambio generazionale, considerato essenziale per garantire continuità agli allevamenti e alle strutture cooperative.
Il Tavolo della cooperazione lattiero-casearia mantovana tornerà a riunirsi nelle prossime settimane. I partecipanti dovranno individuare i principali strumenti operativi per aumentare il valore riconosciuto alla produzione, consolidare la presenza sui mercati esteri e sostenere investimenti capaci di mantenere competitivo uno dei comparti più rilevanti dell’agricoltura lombarda.
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