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Milano, appalti stradali adeguati al caro bitume

25/05/2026

Milano, appalti stradali adeguati al caro bitume

Il Comune di Milano introduce un nuovo strumento per adeguare i prezzi negli appalti legati alla realizzazione e alla manutenzione delle strade, dopo l’impennata del costo del bitume provocata dalla crisi internazionale e dal conflitto armato in Iran. La misura punta a evitare rallentamenti nei cantieri, garantire la continuità degli interventi programmati e tutelare le imprese impegnate nei lavori pubblici.

Granelli: “Cantieri fermi hanno un costo enorme”

L’intervento riguarda un settore particolarmente esposto alle oscillazioni delle materie prime. Il bitume è infatti una componente indispensabile dell’asfalto e il suo rincaro può incidere in modo diretto sui costi delle opere stradali, con il rischio di bloccare o rallentare manutenzioni e riqualificazioni già avviate.

“Vogliamo tutelare l’interesse dei cittadini”, dichiara Marco Granelli, assessore alle Opere pubbliche e Cura del territorio. Secondo l’assessore, i cantieri fermi o rallentati producono un costo rilevante non solo sul piano economico, ma anche in termini di sicurezza, vivibilità e qualità urbana.

Nel biennio 2026-2027, il Comune ha previsto investimenti per 56 milioni di euro nella manutenzione delle strade, pari a 28 milioni all’anno. Si tratta, sottolinea l’Amministrazione, di una cifra quasi doppia rispetto alla media degli anni precedenti, quando gli stanziamenti si attestavano intorno ai 15 milioni annui.

Investimenti anche sulle strade con binari

La crescita delle risorse riguarda anche l’armamento tranviario, cioè la riqualificazione delle strade attraversate dai binari. Per il biennio in corso sono stati destinati 36 milioni di euro, pari a 18 milioni all’anno, contro una media precedente di circa 12 milioni annui.

Per Palazzo Marino, l’adeguamento dei prezzi diventa quindi uno strumento necessario per proteggere gli investimenti già programmati. L’obiettivo è evitare che l’aumento dei costi delle materie prime ricada sulla continuità delle opere o metta in difficoltà le aziende aggiudicatarie degli appalti.

Granelli parla di un segnale concreto alle imprese, che in una fase di crisi straordinaria non vengono lasciate sole nell’incertezza. La possibilità di aggiornare i costi dei lavori da riconoscere agli operatori consente, secondo l’Amministrazione, di mantenere attivi gli interventi nonostante la pressione generata dal caro materiali.

Il Comune applica i nuovi indici Istat

Per riequilibrare la forte fluttuazione dei prezzi, il Comune ha deciso di applicare i nuovi indici Istat di revisione prezzi, costruiti sulla base delle tipologie omogenee di lavorazione, indicate con l’acronimo TOL. Il sistema consente una gestione più flessibile dell’adeguamento e si attiva quando la variazione del costo dell’opera supera il 3% dell’importo complessivo.

Il riferimento normativo è il decreto emanato il 30 marzo 2026 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, efficace dal 28 aprile, che permette l’adozione dei singoli indici di costo delle lavorazioni individuati dall’Istat sulla base dei TOL.

Secondo il Comune, il decreto rappresenta uno strumento utile per quantificare il caro materiali nelle gare pubbliche avviate dalla fine di aprile 2026. Con l’applicazione di questo meccanismo, Milano si colloca tra i primi Comuni in Italia a intervenire su una questione che pesa in modo significativo sugli appalti stradali e sulla programmazione delle opere pubbliche.

La scelta dell’Amministrazione mira quindi a tenere insieme tre esigenze: garantire la sicurezza delle strade, rispettare il piano degli investimenti e assicurare condizioni sostenibili alle imprese impegnate nei cantieri. In una fase segnata da rincari improvvisi, la revisione prezzi diventa una leva operativa per evitare che la crisi delle materie prime si traduca in ritardi, contenziosi o blocchi nelle manutenzioni.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.