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Milano-Cortina, Bragagna racconta cultura sportiva e legacy

25/05/2026

Milano-Cortina, Bragagna racconta cultura sportiva e legacy

Le Olimpiadi non sono soltanto competizione, medaglie e risultati. Sono memoria collettiva, cultura, identità e capacità di immaginare il futuro. È il filo conduttore della nuova puntata de “La Settimana Restart”, il podcast di Confcommercio Milano dedicato a città, innovazione, imprese, sport e trasformazioni sociali, che ha ospitato Franco Bragagna, storica voce dello sport italiano.

Lo sport come racconto della società

Nel corso dell’intervista, Bragagna ha ripercorso oltre trent’anni di racconto sportivo, soffermandosi sul valore educativo delle discipline sportive e sulla necessità di costruire in Italia una cultura sportiva più ampia. Il tema riguarda anche il modo in cui i media raccontano lo sport, spesso concentrando l’attenzione quasi esclusivamente sul calcio e lasciando spazio alle altre discipline soprattutto durante i grandi appuntamenti olimpici.

Secondo Bragagna, questa impostazione limita la capacità del pubblico di conoscere storie, atleti e tradizioni sportive diverse. In passato, ha ricordato, il servizio pubblico contribuiva maggiormente a colmare questa distanza, raccontando un ventaglio più largo di discipline e creando curiosità negli spettatori.

“Lo sport fa parte della storia, della vita, di tutto il resto e si interseca meravigliosamente”, afferma Bragagna nella puntata. Una frase che restituisce il senso del suo approccio: lo sport non come settore separato, ma come linguaggio capace di attraversare cultura, società, educazione, emozioni e appartenenza.

Milano-Cortina e la sfida delle Olimpiadi diffuse

Un passaggio centrale dell’intervista è dedicato alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e al tema della legacy, cioè l’eredità che un grande evento internazionale lascia ai territori coinvolti. Per una città come Milano, che ha costruito parte della propria proiezione internazionale anche attraverso eventi sportivi, culturali e sociali, il dossier olimpico rappresenta una sfida di lungo periodo.

Bragagna si sofferma sul modello delle Olimpiadi diffuse, una formula innovativa che coinvolge città e territori diversi. Una scelta che può ampliare la portata dell’evento, ma che richiede anche una forte capacità organizzativa e narrativa. La dispersione territoriale, infatti, rende più complesso costruire un coinvolgimento emotivo unitario e far percepire pienamente alla città ospitante il clima olimpico.

Il tema della legacy non riguarda soltanto impianti, infrastrutture o visibilità internazionale. Tocca anche la cultura sportiva, la partecipazione dei cittadini, il rapporto tra giovani e discipline meno conosciute, la capacità di trasformare l’evento in un’occasione educativa e sociale. In questo senso, Milano-Cortina diventa un banco di prova per misurare quanto lo sport possa incidere sulla vita urbana e sull’immaginario collettivo.

Memoria, resilienza e passione nel racconto di Bragagna

La puntata affronta anche un momento personale della vita del giornalista: l’incidente che, anni fa, gli provocò una temporanea perdita di memoria. Un passaggio intimo, che Bragagna rilegge come occasione di riflessione sul valore dei sogni realizzati, sulla fragilità dell’esperienza umana e sul significato profondo del proprio mestiere.

Raccontare lo sport, nella sua prospettiva, significa raccontare la vita: le vittorie e le cadute, la fatica e la disciplina, la preparazione silenziosa e l’esposizione pubblica, la costruzione di una memoria condivisa attorno a gesti, gare e protagonisti. Da qui nasce anche il valore educativo del racconto sportivo, capace di raggiungere pubblici diversi e di trasmettere contenuti che vanno oltre il risultato agonistico.

“La Settimana Restart” conferma così la propria vocazione di spazio di confronto sui temi del futuro. La puntata con Franco Bragagna offre uno sguardo originale sul ruolo dello sport nella costruzione dell’identità urbana e collettiva, con Milano-Cortina sullo sfondo e una domanda aperta: quale eredità culturale, sociale e sportiva sapranno lasciare i grandi eventi internazionali alle città che li ospitano?

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to