Valfurva, turismo sostenibile al centro del workshop di Legambiente
26/08/2026
Ripensare il turismo di montagna alla luce dei cambiamenti climatici, della pressione crescente sui territori alpini e delle esigenze delle comunità residenti. È stato questo il tema centrale del workshop “Obiettivo Valfurva: Turismo – Natura – Territorio”, organizzato il 24 agosto a Valfurva, in provincia di Sondrio, da Legambiente Lombardia e Vivilitalia nell’ambito della tappa lombarda della Carovana dei Ghiacciai 2026.
Valfurva laboratorio per un nuovo modello di turismo montano
L’incontro ha riunito amministratori, esperti, operatori turistici e rappresentanti del mondo ambientale con l’obiettivo di discutere nuove strategie per una fruizione della montagna capace di coniugare economia locale, tutela della natura e qualità della vita dei residenti.
Valfurva rappresenta un territorio particolarmente significativo per affrontare questi temi. Il Comune si trova nelle Alpi Retiche dell’Ortles-Cevedale e circa il 98% del suo territorio ricade all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio. Una caratteristica che rende centrale il rapporto tra sviluppo turistico, conservazione della biodiversità e servizi necessari a chi vive stabilmente nell’area.
Al workshop hanno partecipato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, Roberto Mazzà di Vivilitalia, il sindaco di Valfurva Luca Ferdinando Bellotti, l’assessora comunale alla Cultura Maria Albina Andreola e Chiara Giari, impegnata nella divulgazione per la conservazione della natura del Parco Nazionale dello Stelvio.
Presenti anche Matteo Bonapace, direttore generale dell’Azienda per il Turismo di Madonna di Campiglio, e Stefano Landi, docente del Master Turismo e Territorio della Luiss.
Legambiente: gestire i flussi senza trasformare le Alpi
Secondo Legambiente Lombardia, l’aumento delle temperature nei fondovalle sta contribuendo a spostare una parte dei flussi turistici verso quote più elevate, rendendo necessario interrogarsi sulla capacità dei territori montani di sostenere nuove presenze senza compromettere ambiente e comunità locali.
La presidente Barbara Meggetto ha sottolineato la necessità di sviluppare forme di accoglienza rispettose dei residenti e degli ecosistemi, accompagnate da nuovi modelli economici. Per l’associazione ambientalista, la montagna non dovrebbe essere trattata come uno spazio dedicato esclusivamente al consumo turistico, ma come un territorio fragile nel quale trovare un equilibrio tra attività economiche, servizi, tutela ambientale e permanenza delle comunità.
Un altro tema affrontato riguarda il ruolo delle aree protette. Legambiente invita a considerare il Parco Nazionale dello Stelvio come un elemento sul quale costruire strategie condivise, superando la percezione delle regole di tutela come un ostacolo allo sviluppo locale.
Mobilità e servizi al centro della sostenibilità
Nel suo intervento Meggetto ha richiamato anche il tema dell’eredità delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, esprimendo la critica dell’associazione rispetto alla mancata permanenza di alcuni servizi, in particolare quelli legati alla mobilità, che avrebbero potuto incidere sulle scelte di turisti e residenti.
Per Legambiente, infatti, la sostenibilità di una destinazione montana non dipende soltanto dal numero di visitatori, ma anche dalla possibilità di muoversi riducendo l’utilizzo dell’auto privata, dalla presenza di servizi essenziali e dalla capacità di rendere il territorio attrattivo anche per chi intende viverci stabilmente.
Il workshop si inserisce nel progetto europeo Life NatConnect2030, del quale Legambiente Lombardia è partner. L’iniziativa punta al raggiungimento degli obiettivi di conservazione della biodiversità previsti dalle direttive europee Habitat e Uccelli. Nell’ambito del progetto, l’associazione segue in particolare lo sviluppo delle attività di Custodia del Territorio.
L’appuntamento di Valfurva ha quindi utilizzato il confronto tra amministrazioni, operatori turistici ed esperti come punto di partenza per discutere un modello nel quale la presenza dei visitatori possa continuare a generare economia senza compromettere il patrimonio naturale che costituisce una delle principali risorse delle valli alpine.
Articolo Precedente
Tumore raro, intervento robotico al San Gerardo di Monza salva la funzionalità intestinale di una giovane donna
Articolo Successivo
Milano, doppio trapianto di polmoni e valvola mitralica in 10 ore