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Lombardia, dibattito in Consiglio sulla strategia energetica: fotovoltaico e grandi dighe al centro

07/06/2026

Lombardia, dibattito in Consiglio sulla strategia energetica: fotovoltaico e grandi dighe al centro

Oggi il Consiglio Regionale della Lombardia affronta la definizione di una strategia energetica regionale, con l’obiettivo di combinare la transizione verso le rinnovabili con la sostenibilità economica per famiglie e imprese. La discussione si concentra sulle opzioni concrete disponibili, tra cui fotovoltaico, grandi dighe, accumuli elettrochimici e pompe di calore, e sulle scelte politiche necessarie per accelerare l’innovazione energetica.

Legambiente: responsabilità politica nel ritardo delle rinnovabili

Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, ha sottolineato come le tecnologie necessarie siano già disponibili e accessibili. “Ogni ritardo nell’innovazione ricade esclusivamente sulla responsabilità dei decisori politici”, ha dichiarato. L’associazione ambientalista invita a superare i freni ideologici e le lungaggini burocratiche che ostacolano la diffusione di impianti rinnovabili, con un focus particolare sul fotovoltaico, considerato la fonte più efficiente e conveniente per il territorio lombardo, vista la limitata attrattività dell’eolico.

Meggetto ha inoltre ricordato la necessità di aggiornare le concessioni idroelettriche, molte già scadute, e di potenziare i sistemi di accumulo elettrochimico per garantire continuità nella fornitura elettrica. “Servono investimenti mirati anche sull’elettrificazione dei settori oggi alimentati da fonti fossili, dai trasporti al riscaldamento domestico”, ha aggiunto, evidenziando l’importanza di pompe di calore e edifici a maggiore efficienza energetica.

Costi e competitività delle diverse fonti

Secondo le stime di Legambiente Lombardia, il fotovoltaico di grande scala si conferma la soluzione più economica, con costi tra 55 e 75 €/MWh, seguito dall’idroelettrico delle grandi dighe (50-80 €/MWh). L’agrivoltaico e il fotovoltaico con accumulo presentano costi più elevati (70-100 e 60-140 €/MWh), ma garantiscono maggiore autonomia e flessibilità nella gestione della produzione. Le centrali termoelettriche a gas a ciclo combinato oscillano tra 55 e 125 €/MWh, mentre il termonucleare resta la soluzione più costosa (130-210 €/MWh), con tempi di attivazione e costi incerti per eventuali future piccole centrali SMR.

Il confronto dei costi evidenzia che le rinnovabili, abbinate a sistemi di accumulo, sono oggi competitive e possono ridurre significativamente la bolletta energetica, favorendo anche la competitività industriale. Secondo uno studio del 2026 del Politecnico di Milano, la penetrazione delle fonti rinnovabili potrebbe ridurre i costi dell’elettricità del 5-10% al Nord entro il 2030, con punte del 25-40% in regioni climaticamente più favorevoli come la Sicilia.

Focus su grandi dighe e accumuli elettrochimici

La diga di Fusino in Val Grosina, costruita nel 1956, rappresenta uno dei principali asset idroelettrici lombardi. Oltre a produrre energia, le grandi dighe fungono da “gruppo di continuità” per la rete regionale. Il loro aggiornamento tecnologico e l’integrazione con sistemi di accumulo elettrochimico sono ritenuti essenziali per gestire l’intermittenza delle fonti rinnovabili e assicurare una disponibilità costante di energia elettrica.

La discussione in Consiglio Regionale mira quindi a coniugare sostenibilità ambientale, efficienza economica e modernizzazione infrastrutturale, con un’attenzione precisa ai tempi di attuazione e al ruolo delle scelte politiche nel determinare il successo della transizione energetica lombarda.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.