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Minacce ai pm della DDA di Milano, Fontana: “Lo Stato resti unito”

08/06/2026

Minacce ai pm della DDA di Milano, Fontana: “Lo Stato resti unito”

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha espresso solidarietà ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, destinatari di minacce riconducibili alla criminalità organizzata. Il messaggio è stato diffuso il 5 giugno 2026 e riguarda due figure impegnate nelle indagini contro le mafie sul territorio lombardo.

La vicinanza della Regione ai magistrati minacciati

Fontana ha parlato di piena solidarietà e vicinanza ai due magistrati della DDA milanese e, più in generale, a tutti coloro che lavorano nel contrasto alle organizzazioni criminali. Nel suo intervento ha richiamato il coraggio e la determinazione di chi, ogni giorno, presidia la legalità in un territorio complesso e strategico come quello lombardo.

Le minacce rivolte a Cerreti e Ferracane vengono lette dal presidente regionale come un fatto che supera la dimensione personale. Secondo Fontana, quando la criminalità prova a intimidire chi indaga sulle mafie, l’attacco colpisce direttamente le istituzioni democratiche e l’intera comunità lombarda.

Il presidente ha ribadito che, davanti a episodi di questa gravità, lo Stato deve mostrarsi compatto. Nessun arretramento, dunque, rispetto all’azione di magistratura e forze dell’ordine, chiamate a fronteggiare forme di criminalità organizzata capaci di radicarsi anche nei contesti economici e sociali più dinamici del Paese.

“Sostegno pieno a magistratura e forze dell’ordine”

Nel messaggio istituzionale, Fontana ha sottolineato il sostegno della Regione Lombardia alla magistratura e agli apparati investigativi impegnati nella lotta contro le mafie. Il presidente ha parlato di un appoggio “pieno e convinto”, indicando la necessità di mantenere alta l’attenzione su ogni forma di intimidazione contro chi rappresenta lo Stato.

La Direzione Distrettuale Antimafia di Milano svolge un ruolo centrale nelle indagini sui fenomeni mafiosi e sulle infiltrazioni criminali nel Nord Italia. Proprio per questo, le minacce ai magistrati impegnati in questo ambito assumono un significato particolarmente grave: mirano a indebolire il lavoro giudiziario e a condizionare l’azione di contrasto alla criminalità organizzata.

Fontana ha voluto legare il messaggio di solidarietà anche alla difesa della comunità lombarda, evidenziando come la sicurezza e la legalità siano condizioni essenziali per la vita civile, per le istituzioni e per il tessuto economico del territorio. La Lombardia, ha ribadito, continuerà a stare dalla parte di chi combatte mafie, illegalità e ogni forma di violenza contro lo Stato.

Un segnale politico contro le intimidazioni mafiose

La presa di posizione della Regione si inserisce in un quadro più ampio di attenzione istituzionale verso le minacce rivolte a magistrati, rappresentanti pubblici, forze dell’ordine e operatori dell’informazione. Nel caso dei magistrati antimafia, il tema assume un peso specifico ulteriore perché riguarda direttamente la capacità dello Stato di indagare, prevenire e reprimere sistemi criminali organizzati.

Il messaggio di Fontana punta quindi a riaffermare un principio di unità istituzionale: chi è esposto in prima linea nel contrasto alle mafie non deve essere lasciato solo. La risposta alle intimidazioni, nella lettura del presidente lombardo, deve arrivare attraverso la compattezza delle istituzioni, il sostegno pubblico alla magistratura e il riconoscimento del lavoro svolto da investigatori e forze di polizia.

La solidarietà ai pm Cerreti e Ferracane diventa così anche un richiamo alla responsabilità collettiva. Le minacce della criminalità organizzata non riguardano soltanto chi le riceve, ma interrogano l’intero sistema democratico e la sua capacità di difendere legalità, sicurezza e libertà di azione delle istituzioni.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.